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Riferimenti normativi

RIFERIMENTI NORMATIVI

3] I ‘nuovi’ strumenti di debito per le imprese: i mini bond del Decreto Sviluppo I decreti legge recanti misure per stimolare la “crescita del Paese” – il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. “Decreto Crescita”, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 134) ed il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, (c. d. “Decreto Crescita bis” convertito con modificazioni nella L. 17 dicembre 2012, n. 221) – hanno modificato sensibilmente il regime civilistico e fiscale delle obbligazioni e delle cambiali finanziarie, favorendo la loro emissione da parte delle imprese domestiche di piccole e medie dimensioni e di conseguenza ampliandone la gamma di strumenti cartolari di raccolta di capitale di debito. La legge n. 134/2012 ha previsto anche una fattispecie di obbligazioni “ibride”, le cosiddette obbligazioni subordinate partecipative, che consistono in titoli di debito con clausole di partecipazione agli utili e di subordinazione. L’analisi che segue si concentra sulle novità introdotte in tema di obbligazioni destinate alla quotazione emesse da società non quotate.

3.1] L’eliminazione dei limiti quantitativi all’emissione 
Con riferimento alle obbligazioni destinate alla quotazione, l’articolo 32 della legge n. 134/2012:

(i) elimina i limiti legali che impedivano alle società non quotate di emettere obbligazioni per un ammontare superiore al doppio del patrimonio netto;

(ii) elimina gli aggravi d’imposta, giustificati non solo da esigenze di gettito ma soprattutto da timori di elusione o arbitraggi fiscali, previsti sia per gli investitori che per gli emittenti “non quotati” di obbligazioni negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione.
Il comma 25 dell’articolo 32 della legge n. 134/2012 modifica il quinto comma dell’articolo 2412 del codice civile (Limiti all’emissione). Come noto, l’articolo 2412 definisce al primo comma i cosiddetti “limiti quantitativi” all’emissione di obbligazioni, prevedendo che le società possano
emettere obbligazioni per somme complessivamente non eccedenti il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato. Tuttavia, il secondo comma dell’articolo 2412 autorizza il superamento di tali limiti nel caso in cui “le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma delle leggi speciali. In caso di successiva circolazione delle obbligazioni, chi le trasferisce risponde della solvenza della società nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali”.
Nella previgente disciplina i limiti sopra richiamati non trovavano applicazione all'emissione di obbligazioni effettuata da “società con azioni quotate” in mercati regolamentati, limitatamente alle obbligazioni destinate ad essere quotate negli stessi o in altri mercati regolamentati.
Il nuovo comma 5 dell’articolo 2412 prevede ora che “I commi primo e secondo non si applicano alle emissioni di obbligazioni destinate ad essere quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione ovvero di obbligazioni che danno il diritto di acquisire ovvero di sottoscrivere azioni”.
Ne discende che i limiti di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 2412 oltre a non applicarsi a qualsiasi emissione di titoli obbligazionari convertibili, non si applicheranno né alle società con azioni quotate né alle società con azioni non quotate a condizione che le obbligazioni emesse siano “destinate” ad essere quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione.

3.2] Il regime fiscale
Regime di tassazione dei sottoscrittori di obbligazioni negoziate Il comma 9 dell’articolo 32 della legge n. 134/2012 ha modificato il regime di tassazione degli interessi ed altri proventi delle obbligazioni emesse da società non quotate stabilendo che si applica la disciplina prevista nel decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 per le obbligazioni emesse dai c.d. “grandi emittenti” (banche e società quotate) a condizione che le obbligazioni siano negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione degli Stati membri dell’Unione europea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo (SEE) inclusi nella cd. white list.
L’applicazione della disciplina fiscale contenuta nel d.lgs. n. 239 del 1996, che prevede l’applicazione di un’imposta sostituiva del 20 per cento sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni, determina due ordini di vantaggi:
‐ consente di applicare il regime di esenzione agli investitori non residenti nel territorio dello Stato che risiedano in Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (c.d. white list);
‐ consente agli investitori residenti nel territorio dello Stato che siano OICR, forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252 del 2005 e gestioni individuali di portafoglio con opzione per l’applicazione del regime del risparmio gestito, di percepire gli interessi e altri proventi al lordo dell’imposta sostituiva. In particolare, con riferimento agli OICR, viene eliminata la doppia tassazione che fino ad oggi si veniva a determinare qualora detti organismi investissero nelle obbligazioni in questione (una prima volta in capo all’OICR al momento della percezione degli interessi e altri proventi e una seconda volta in capo all’investitore al momento della percezione dei proventi derivanti dalla partecipazione all’OICR).
Nel caso delle forme pensionistiche complementari viene consentita l’inclusione degli interessi e altri proventi nel risultato maturato della gestione da assoggettare ad imposta sostitutiva dell’11 per cento (in precedenza i proventi in questione erano tassati con
ritenuta del 20 per cento ed esclusi dal risultato maturato di gestione).
Infine, nel caso delle gestioni individuali di portafoglio con opzione per l’applicazione del regime del risparmio gestito, l’inclusione nel risultato maturato della gestione da assoggettare ad imposta sostitutiva del 20 per cento, consente la compensazione con le minusvalenze relative ad altri strumenti finanziari.

Regime fiscale dell’emittente
L’intervento normativo in esame consente di equiparare i soggetti emittenti (quotati e non quotati), in relazione alla possibilità di dedurre gli oneri finanziari generati dall’emissione di finanziamenti cartolarizzati quotati. In particolare, nel presupposto che la quotazione costituisca
un elemento di garanzia all’emissione meritevole di tutela, agli interessi passivi relativi ai titoli quotati nei mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione non si applica tout court – ossia senza necessità di effettuare particolari verifiche – la limitazione speciale alla deducibilità degli interessi dettata dall’art. 3 della legge n. 549 del 1995 e si rendono, invece, applicabili direttamente ed esclusivamente i limiti contenuti nell’articolo 96 del TUIR. (ndr. Limite della deducibilità entro la soglia del 30% del ROL)

3.3] Il nuovo segmento ExtraMOT PRO.
Dall’11 febbraio 2013, Borsa Italiana ha creato all’interno del mercato ExtraMOT un segmento professionale denominato ExtraMOT PRO per la negoziazione di strumenti finanziari di debito, riservato esclusivamente a investitori professionali. Il nuovo segmento è nato per offrire alle PMI italiane un mercato nazionale che consenta di cogliere, tra l’altro, le opportunità e i benefici fiscali descritti più sopra.
L’infrastruttura regolamentare del nuovo segmento offre alle PMI un primo accesso ai mercati dei capitali semplice ed economico. Gli unici requisiti per le società, infatti, sono l’aver pubblicato il bilancio degli ultimi due esercizi, di cui l’ultimo sottoposto a revisione contabile e l’aver messo a disposizione un documento informativo con alcune informazioni essenziali. Non è richiesta la pubblicazione di un prospetto di quotazione ai sensi della Direttiva Prospetti. Successivamente alla quotazione è richiesta la pubblicazione di bilanci annuali revisionati, dei giudizi di rating se pubblici, l’informativa relativa a qualsiasi modifica dei diritti dei portatori degli strumenti, ed eventuali informazioni di carattere tecnico legate alle caratteristiche degli strumenti (es. date di pagamento degli interessi, cedole, piani di ammortamento).
Il segmento ha la medesima struttura del mercato ExtraMOT, ma, come detto, è consentita la negoziazione ai soli investitori professionali. E’, inoltre, facoltativa la presenza di un operatore specialista a sostegno della liquidità del titolo.

Pacchetto legge stabilita’ del 20 dicembre
Corsia veloce per il pacchetto sul credito. Le norme del decreto Destinazione Italia che puntano a favorire finanziamenti alle Pmi entreranno subito in vigore. Solo in un caso servirà un provvedimento attuativo dell'Ivass. È attesa a giorni la pubblicazione del Dl in Gazzetta ufficiale, a quel punto partiranno quasi tutte le norme congegnate per minibond di Pmi non quotate e cartolarizzazioni. Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico e artefice della riforma che amplia gli spazi di manovra già definiti con il decreto crescita del governo Monti, ipotizza una platea di potenziali nuovi emittenti superiore ai 10mila soggetti (ma secondo alcune stime si può arrivare a 30mila).
«Le misure di liberalizzazione varate a fine 2012 – spiega Firpo – hanno già consentito di raddoppiare il numero di aziende italiane sul mercato internazionale dei capitali, con emissioni obbligazionarie per quasi 6 miliardi». Ora, con il nuovo pacchetto, secondo le stime diffuse da Palazzo Chigi dopo il varo del Dl, si potrebbero mobilitare progressivamente fino a 20 miliardi di euro di credito aggiuntivo. Diverse le misure approvate. Tra queste, aggiunge Firpo, «l'alleggerimento della fiscalità indiretta sulle garanzie accessorie: diventa opzionale l'applicazione dell'imposta sostitutiva e si estende l'ambito di applicazione anche alle obbligazioni. Alla fine, sarà meno costoso accendere una garanzia nella forma del pegno (su azioni, crediti, brevetti eccetera, ndr)». (imposta di registro dello 0,50%)
Sempre sul fronte delle garanzie, «abbiamo disposto l'estensione anche alle obbligazioni del privilegio speciale sui beni mobili. Si tratta di un'ulteriore norma di pareggiamento competitivo con il canale bancario». In pratica, l'azienda che emette minibond potrà utilizzare come garanzia i beni destinati al processo produttivo per ottenere finanziamenti, ma senza privarsi di essi.
Il decreto modifica poi la legge 130 sulle cartolarizzazioni, rendendole possibili anche per le obbligazioni. «L'obiettivo è favorire la costituzione di fondi di credito specializzati e società veicolo, in modo da spingere l'aggregazione e la selezione di portafogli di minibond». Non meno di rilievo le modifiche volte a incrementare la quota di risorse investite da soggetti istituzionali nel corporate Italia. «Gli investimenti diretti in obbligazioni, in titoli di cartolarizzazione o in quote di fondi che investono in minibond – anche quando non quotati e privi di rating – saranno compatibili con le disposizioni in materia di copertura delle riserve tecniche delle assicurazioni e di limiti di investimento dei fondi pensione». In questi casi sarà la norma secondaria a fissare eventuali paletti.

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